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"Sono sempre stato un malinconico con la vocazione di essere una persona allegra."

mercoledì 16 giugno 2010

Come scrivere on line


Ecco un elenco molto utile sulle regole da seguire per scrivere in modo pulito on line:


1) spezzare il testo in più paragrafi, meglio se introdotti da un breve titolo


2) frammentare la scrittura in blocchi di cinque/sei righe ciasuno per poi andare a capo, lasciando un'interlinea bianca che alleggerisca visibilmente il documento e che lo renda più piacevole all'occhio del lettore


3) utilizzare il neretto per le parole chiave, in modo da facilitare l'eventuale lettura veloce degli argomenti trattati nel pezzo


4) evitare la sottolineatura delle parole per non creare ambiguità con l'elemento che sul web vìcaratterizza i link, introducendo il lettore a pansare erroneamente che si tratti di connessioni


5) racchiudere il testo in colonne


6) evitare testi troppo lunghi


7) evitare l'uso eccessivo di colori


8) per i font scegliere i classici "bastoni", come Verdana, Arial..


9) evitare un eccessivo ricorso alle parole in maiuscolo


10) non eccedere con le animazioni


11) il corpo non deve essere ne' troppo piccolo ne' troppo grande

Perle da New Journalism - parte 2: i blog


Difficile stabilirne la nascita, anche se sicuramente la parola blog inizia ad imporsi ad un più vasto pubblico in occasione degli attentati alle Twin Towers dell'11 settembre 2001. La città di New York diventa la sorgente dei diari in rete. I blog assumono un aspetto nuovo, fino ad allora sottovalutato: per la prima volta diventano fonti a disposizione di giornalisti, storici e psicologi. La stampa e i media tradizonali si accorgono di loro, ne parlano, li citano: le storie della rete finiscono in prima pagine e le scuole di giornalismo cominciano ad analizzare le diffferenze tra informazione e blog. Essi sono ormai una realtà che, nata nelle rete, si è imposta nel mondo dei media. Partiti come siti personali, il loro progressivo slittamento verso l'informazione e la sfera pubblica impone anche ai media tradizionali un confronto con il nuovo mezzo.

Questo nuovo "giornalismo partecipativo" è destinato a crescere. Non tanto per gli scoop che conquistano le prime pagine dei giornali, ma perchè parla ad un nuovo tipo di pubblico, più insofferente verso i media passivi, come la tv e i quotidiani, che non offrono possibilità di replica, confronto o discussione. la generazione cresciuta con internet ha sviluppato l'interattività: vuole scegliere, partecipare, condividere, esprimere la propria opinione.

I blog non sono gionalismo, ma possono aiutare i media a crescere e a prepararsi per le sfide future.

Come salvare la carta stampata


- Costruire una forte influenza sulla comunità attraverso il giornalismo investigativo. Il giornalismo d'indagine è un'attività costosa, ma ora più che mai necessaria

- Dedicarsi all'interpretazione degli event, spiegando il contestoe fornendo analisi approfondite

- Conservare un profilo di forte affidabilità

- Pubblicare interviste esclusive

- Produrre reportage interessanti e affidabili

- Fornire opinioni su temi di attualità


Importante è limitare il lavoro al desk e rimadare i giornalisti per strada a fare il loro mestiere: reportage, inchieste, investigazioni, approfondimenti ecc.

Inoltre è necessario fare circolare i lettori su più media, sfruttando le notizie. Solo così si può sperare che il nuovo pubblico che si sta formando sulla rete non sia un domani disinteressato a ciò che può fornire il quotidiano cartaceo.

Perle da New Journalism - parte 1: suicidio dei giornali


I giornali non saranno uccisi ne' da Internet ne' dalla free press, come non lo sono stati dalla radio e dalla televisione. Sono semmai condannati ad un lento suicidio se giornalisti, direttori ed editori non riusciranno a ripensare il modello, alla luce delle mutate condizioni dell'informazione nel villaggio globale. Cosa occorre? meno ripetizioni delle notizie passate alla radio ì, alla televisione e su internet. I giornali non dettano più l'agenda degli altri media, ma prevalentemente la subiscono attraverso un rimbalzo condizionante: internet- tg- quotidiano. Se vogliono sopravvivere, i giornali devono riconquistare questa funzione al più presto. Inseguire il flusso delle news già presente su internet, radio, televisione e quindi già consegnato al lettore, è la strada verso il suicidio.

E' necessario andare a cercare i lettori: il lavoro dei giornalisti è essere dove la gente li vuole e non dove vogliono loro. Il lettore oggi è libero di scegliere dove, come e quando leggere le notizie con un'equidistanza da tutti i quotidiani, messi sullo stesso piano di raggiungibilità dalla rete. E' la gerarchia del lettoreche si impone, non quella dei caporedattori. I giornalisti non sono più padroni delle notizie. I quitidiani devono tornare ad imporre l'agenda setting sfruttando la forza che altri mezzi non hanno: un numero di giornalisti da mandare fuori per cercare notizie, spunti, idee di prima mano. Occorre riscoprire il valore del testimone libero, intelligente, curioso, capace di appassionarsi per ciò che appassionerà anche i lettori. perduta l'esclusività delle notizie, occorre tornare alla qualità dell'informazione.